Anno d'imposta 2026

Da RAL a netto

Scrivi la retribuzione annua lorda e vedi quanto resta in tasca al lavoratore, quanto se ne va in contributi e quanto in tasse. Ogni riga del calcolo mostra la formula applicata e la fonte da cui arriva il numero.

I dati di partenza

La cifra scritta sul contratto, prima di qualsiasi trattenuta.

Cambia solo come il netto annuo viene diviso nelle buste paga. Non sposta di un euro le tasse dovute.

Il calcolo assume

  • Impiegato del settore privato, contratto a tempo indeterminato
  • Residenza e sede di lavoro a Milano, quindi Lombardia
  • Nessun familiare a carico e nessuna agevolazione
  • Nessun altro reddito oltre a questo

Sono le semplificazioni chieste dalla traccia. Le trovi spiegate una per una più in basso.

Netto annuo

0

Netto mensile 14 mensilità

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  • Resta al lavoratore 0
  • Contributi INPS 0
  • Tasse 0

Peso di tasse e contributi

0%

Quanto del lordo non arriva in busta paga.

Aliquota IRPEF sull'ultimo euro

0%

Quanto verrebbe tassato un euro di aumento.

Dal lordo al netto, riga per riga

Tre passaggi, nell'ordine in cui li fa davvero una busta paga. Apri una riga per vedere il calcolo che c'è sotto e da dove viene la regola.

Come si spezza l'IRPEF

L'aliquota alta non colpisce tutto lo stipendio, colpisce solo la fetta di reddito che entra nel suo scaglione. Ecco come viene divisa questa RAL.

Il metodo, in sei passaggi

01

Prima i contributi, poi le tasse

Dalla RAL si tolgono i contributi INPS a carico del lavoratore, il 9,19%. Quello che resta è il reddito su cui si calcolano le tasse. È un dettaglio che cambia il risultato: l'IRPEF non si paga sul lordo pieno.

02

Due tetti contributivi

Sopra 56.224 euro scatta un 1% in più, ma solo sulla parte eccedente. Sopra 122.295 euro i contributi si fermano del tutto: è il motivo per cui sugli stipendi alti il netto ricomincia a salire più in fretta.

03

L'IRPEF a scaglioni

Tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000 a 50.000, 43% oltre. Dal 2026 la seconda è scesa dal 35% al 33%, ed è la novità che pesa di più sugli stipendi medi.

04

Le detrazioni tolgono imposta, non reddito

La detrazione da lavoro dipendente si sottrae dall'imposta già calcolata, e si assottiglia man mano che il reddito sale fino a sparire a 50.000 euro. È la ragione per cui il netto cresce sempre più lentamente del lordo.

05

Il taglio del cuneo cambia forma

Fino a 20.000 euro è una somma esente che arriva in busta paga e non fa reddito. Da 20.000 a 40.000 diventa una detrazione da 1.000 euro che si consuma piano piano. Non si prendono mai tutte e due insieme.

06

Le addizionali locali

La Lombardia applica aliquote per scaglioni, dall'1,23% all'1,73%. Milano chiede lo 0,80%, ma con una soglia: fino a 23.000 euro di imponibile non si paga niente, e appena si supera si paga su tutto. Non è una franchigia.

Cosa ho semplificato, e perché

La traccia chiede un prototipo su un caso semplice e standard. Queste sono le scelte che ho fatto, dichiarate una per una: sono anche i punti da cui partirebbe una versione seria dello strumento.

Imponibile previdenziale uguale alla RAL
In una busta paga vera i due valori possono divergere, per esempio con i fringe benefit o i rimborsi. Nel caso standard coincidono, quindi li ho tenuti uguali.
Aliquota contributiva fissa al 9,19%
La quota a carico del lavoratore cambia con il settore, la dimensione aziendale e la qualifica. Ho preso quella dell'impiegato del settore privato, il caso più diffuso. Il valore sta in un solo punto del codice, si cambia in una riga.
Reddito complessivo uguale all'imponibile fiscale
Assumo che il lavoratore non abbia altri redditi né oneri deducibili, come i contributi a un fondo pensione. Con altri redditi cambierebbero le soglie di quasi tutte le detrazioni.
Nessun familiare a carico e nessun onere detraibile
Niente coniuge, figli, spese mediche, interessi sul mutuo. Sono le voci che personalizzano il conto e che un calcolatore vero deve chiedere.
Il TFR resta fuori
È retribuzione differita, con una tassazione tutta sua separata dall'IRPEF ordinaria. Metterlo dentro il netto mensile darebbe un numero sbagliato.
Addizionali attribuite all'anno di competenza
Nella realtà le addizionali si versano tra saldo e acconto, a cavallo di due anni. Per una proiezione annuale le ho messe tutte nell'anno a cui si riferiscono.
Netto mensile come semplice divisione
Divido il netto annuo per le mensilità. La busta paga reale usa conguagli e ratei, quindi i singoli mesi non sono mai identici tra loro: il totale annuo però torna.
Fuori scopo: redditi sopra i 200.000 euro
Dal 2026 sopra quella soglia le detrazioni per oneri vengono tagliate di 440 euro, per annullare il vantaggio dell'aliquota scesa al 33%. Riguarda oneri che in questo caso semplificato non esistono, quindi non l'ho implementato.

Le fonti

Ogni numero del calcolatore viene da qui. Dove ho potuto ho usato la fonte primaria, cioè la norma o l'ente che pubblica la cifra, non un articolo che la riporta.

Cifre controllate il 25 agosto 2026. I parametri stanno tutti in un solo file, src/parametri-2026.js: per l'anno prossimo si aggiorna quello, senza toccare una riga di calcolo.